Da Firenze a Genova: una settimana di magnifico delirio ovale!

Non è facile raccontare la massa di persone, momenti ed emozioni della mia settimana tra sabato 12 e sabato 19 novembre, tra il test match di Firenze e quello di Genova, ma ci provo!

FIRENZE

Una piccola reunion di Camioniste (chi sa, sa!) di rugby.it in occasione di Italia-Australia: un tot di ore di viaggio, poche ore di sonno, una quantità indefinita e indefinibile di calorie ma anche di km a piedi (si compensano!), amicizia, gioia, incontri, una leggerezza assoluta, felicità!

E abbiamo anche vinto! All’ultima meta Aussie stavamo già smadonnando per la sconfitta beffa, e invece… Boooooooom, niente bandierine alzate, un attimo di fiato sospeso sia in campo che fuori, gli Azzurri che iniziano ad esultare e il Franchi che esplode!

Appena salite in tribuna, nell’ordine: 1. Io mi metto a chiamare a gran voce “Morenoooooooo!!!” (Molla di Sky), che era in campo, per salutarlo (e ancora mi prende in giro per la mia magnifica ghirlanda tricolore: non capisco perché!). 2. Vediamo Ongaro e partiamo: “selfie con Ongaro!!!”. 3. In campo per interviste varie ci sono Zanni, Favaro e Ghiraldini e i commenti su Zanni sono irriferibili. 4. Zanni sale in tribuna e ci passa a meno di un metro: “selfie con Zanni!!!!!”. 5. Usciamo dallo stadio per andare verso il villaggio del terzo tempo e… “C’è Pierviiiiiiiii!!!”: saluti, baci, abbracci, complimenti, love, love, love!

Poi si va in centro e, in un bar rigorosamente non da turisti scelto dall’indigena Silvia… “Lara!!!” … “Lara???”… “Lara!!!”, da rugby.it e da Modena with love and surprise!

Non vedevo una partita dell’Italia da semplice spettatrice praticamente da dieci anni e non potevo sceglierne una migliore e neanche compagnia migliore!

SILURI RUGBY CLUB

Dopo Firenze inizia la tirata finale di organizzazione della partita tra Siluri e Cambridge di venerdì 18: il più è fatto, ma i messaggi nelle varie chat sono sempre un fiume in piena, ci sono le ultime cose da definire, imprevisti vari e inevitabili e bisogna pompare ancora di più con la comunicazione per far venire tanta gente. E scrivi e chiama e manda e posta.

GENOVA

Intanto si avvicina anche Italia-Sudafrica e se avessi avuto un euro per tutti quelli che mi hanno chiesto dei biglietti (che non avevo) ora sarei ricca! Nel mentre cercavo di acchiappare un invito per la serata di giovedì 17 dedicata a “Non Puoi Fidarti di Gente Così” e a molto altro: mission accomplished! E meno male, perché è stata una serata semplicemente magnifica: molta Genova, molto rugby, atmosfera perfetta, location stupenda, contenuti, musica, amici, facce note, focaccia e pesto, Calandri, Pastonesi e quel pozzo infinito di storie e storia che è Giorgio Cimbrico. What else?

VENERDÌ 18

Sono in ferie. Mentre al Carlini Bollesan qualcuno già inizia ad allestire, io vado a salutare a Marassi e a vedere Captain’s run e conferenza stampa dell’Italia e Genova apparecchia un cielo azzurro limpidissimo e una temperatura primaverile: benvenuti Azzurri!

Sono belli ‘sti ragazzi: sono giovani, sorridono, sono una squadra, hanno fiducia in se stessi, sono una gioia per gli occhi.

Alla conferenza stampa mi presento a Cristiana Mondo, una donna dal sorriso stupendo e vedova di Lele Remaggi, un giornalista innamorato del rugby, una persona splendida a cui perdono anche l’essere stato un cussino, che ci ha lasciato decisamente troppo presto e che si sarebbe goduto alla grande questo week end genovese dedicato a Marco Bollesan, insieme al quale lui ha scritto la sua autobiografia (leggetela, che ne vale la pena).

Mi trovo nel corridoio degli spogliatoi mentre arriva il Sudafrica e 1. L’obiettiva e massiccia quantità di gnocca nello staff del Sudafrica mi ricorda che ho sbagliato a non studiare fisioterapia o medicina dello sport. 2. Su Etzebeth a un metro di distanza che dice “buongiorno!” preferisco non pronunciarmi e 3. Sono realmente ed assolutamente enormi, tranne il piccolo Faf con il suo look da porno attore tedesco anni ’80 ed il sorriso da bimbo discolo.

Nel mentre, altri messaggi e altri post, attraverso Genova per andare a casa a cambiarmi, riattraverso Genova e vado al Carlini Bollesan, dove c’è già un folto pubblico che tifa a squarciagola per i bambini che si stanno sfidando in un mini torneo tutto genovese (vinceranno gli Orsi delle Province dell’Ovest, primo club di Pierre Bruno).

Scendo sul campo e, come sempre, mi sento come un pesce nell’acqua: il rugby è casa (persino al Carlini!). Emozione, emozioni, musica, Tommy Castello con gli occhi che brillano, si gioca, gli spalti sono pieni, la gente tifa e si diverte e la partita tra Siluri e Cambridge è vera, bella, con tante mete e delle belle giocate: finisce 59-31 per i Siluri, un trionfo! Pubblico in delirio, ragazzi felicissimi e noi tutti orgogliosi, sia della bellissima figura dei ragazzi liguri scesi in campo (due mete cussine, una recchelina, una savonese e il Player of the Match made in Pro Recco) che per la riuscita dell’evento: ce l’abbiamo fatta! Ed è stata raccolta una bella cifra in favore dell’associazione Iron Giò, a cui va tutto il ricavato della serata: missione compiuta!

ITALIA-SUDAFRICA

Genova non regala il sole e il tepore dei giorni precedenti e al test match riserva un cielo grigio e, soprattutto, una tramontana che si fa sentire durante la partita. Tribuna stampa, saluti, due chiacchiere sulla partita del Carlini Bollesan del giorno prima, una grande Italia nel primo tempo, i Campioni del Mondo troppo forti nel secondo, Marassi pieno di oltre 27.000 persone festanti, tra cui praticamente l’intero rugby ligure e persino la Bionda e Heidi!

Prima della partita sono dovuta rimanere per qualche minuto fuori dal bar della tribuna d’onore e alla tv ho visto l’inquadratura di Pierre Bruno in lacrime mentre abbraccia Paolo Ricchebono, il suo primo allenatore, sul campo dello stadio della sua città: la mia immagine di Italia-Sudafrica rimarrà per sempre questa. Invece quella di Pierre rimarrà sicuramente la proposta di matrimonio alla sua fidanzata in mondovisione: auguri!

Adoro andare allo stadio a piedi, incrociare i tifosi, vedere la gente entusiasta e colorata che osserva curiosa una città che non è la sua o, nel mio caso, un quartiere che conosco pochissimo, visto che vivo in una zona piuttosto distante e che non frequento il Ferraris per il calcio. Doppiamente bello vedere i sudafricani, a “n” km da casa, alle prese con le intramontabili cartine degli uffici del turismo, che anche se tutti si usa Maps, si usano sempre anche quelle, che danno sicurezza.

DOMENICA

Dopo dieci ore abbondanti di sonno sono quasi tornata alla vita ma decido di non truccarmi, che è domenica e solo relax, quindi giustamente vicino a Principe trovo Wayne Barnes, mega arbitro mondiale che sabato ha fatto l’assistente e che stava andando a prendere un orrendo regionale per andare verso Monaco, con tanto di smoking nel porta abiti, per partecipare alla serata degli Awards che avrebbe incoronato Capuozzzzz come rivelazione dell’anno. Probabilmente nella foto, oltre a non avere trucco, ho ancora i segni del cuscino sulla faccia.

Grazie al rugby, grazie alle mie amate Camioniste, grazie a Silvia per la stupenda ospitalità a Firenze, grazie ai Siluri, soprattutto a Carlo, Marco e Gigio, per avermi voluta nel team e avermi regalato così un’esperienza faticosa ma bellissima (e un bel bouquet!), grazie a Gianluca Galzerano di FIR che ha organizzato la magnifica serata del giovedì, grazie ad Andrea Cimbrico, a Moreno Molla e a tutti quelli a cui ho rotto le palle per avere un invito alla suddetta serata, grazie ai giornalisti che sono venuti alla partita dei Siluri, grazie a Delinquenti/NPR per l’accredito stampa, grazie ad Alessandro Fusco per la disponibilità e la simpatia nel partecipare alle mie mini-interviste (guarisci presto!), grazie a Genova per essere stata una location semplicemente perfetta per tutto: è stata una settimana delirante ma bellissima!

Detto tutto questo, spendete 16 minuti e mezzo della vostra vita per guardare questo documentario sui giorni genovesi di Siluri e Cambridge e sulla partita, realizzato da Marcello Pastonesi (nipote) con la sua agenzia NICAMA: ne vale la pena! https://vimeo.com/772747545

P.S. Solo per miracolo non sto ancora vagando nel labirinto dei corridoi di Marassi cercando l’uscita.

P.P.S. Mi pare evidente che Zena è pronta per il 6 Nazioni: Marassi the new Flaminio!

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‘Na tazzulella ‘e café con Alessandro Fusco! (3^ puntata)

Alessandro Fusco, napoletano, classe 1999, mediano di mischia delle Zebre e della Nazionale, avrebbe dovuto disputare questi Test Match autunnali ma uno sfortunatisismo infortunio nell’ultima partita di URC l’ha costretto ai box per alcune settimane.

Con Italia-Sudafrica si conclude questa piccola rubrica e non posso che ringraziare Alessandro per la disponibilità e la simpatia.

Poche domande a risposta rapida, come facendo due chiacchiere davanti ad un caffè, con un napoletano DOC!

Partiamo da un classico: che voto dai, da 0 a 10, alla partita dell’Italia e perché?

Questa volta il mio voto è un 6: la sufficienza è sicuramente meritata perché di fronte c’erano i Campioni del Mondo, ma è stata una partita difficile e il punteggio è pesante.

Tre aggettivi per l’Italia di Genova.

Combattiva, unita, stanca.

Il tuo personale “Player of the Match” per l’Italia va a…?

Lorenzo Cannone, un ragazzo che ha dimostrato fin da subito la sua forza e le sue capacità e che oggi, in una partita durissima, ha fatto un enorme lavoro sia in attacco che in difesa.

Quale azione avresti voluto fare tu e perché?

La meta segnata da Lorenzo a metà del secondo tempo, in un momento difficilissimo per l’Italia.

Una frase in napoletano che fotografa bene la partita!

“‘Na jurnata complicat'”

Oggi aggiungiamo un’ultima domanda: come va la spalla?

Sto ancora recuperando ma va meglio: se tutto va bene, tra due o tre settimane sarà a posto.

In bocca al lupo e grazie Ale!

‘Na tazzulella ‘e café con Alessandro Fusco! (2^ puntata)

Alessandro Fusco, napoletano, classe 1999, mediano di mischia delle Zebre e della Nazionale, avrebbe dovuto disputare questi Test Match autunnali ma uno sfortunatisismo infortunio nell’ultima partita di URC l’ha costretto ai box per alcune settimane.

Con Italia-Australia arriva la seconda puntata di questa piccola rubrica che, direi, porta anche bene all’Italia! Poche domande a risposta rapida, come facendo due chiacchiere davanti ad un caffè, con un napoletano DOC!

Partiamo da un classico: che voto dai, da 0 a 10, alla partita dell’Italia e perché?

Sicuramente un bel 9! È stata davvero una grande partita.

Tre aggettivi per l’Italia di Firenze.

Agguerrita, avvincente, emozionante.

Il tuo personale “Player of the Match” per l’Italia va a…?

Anche stavolta mi trovo d’accordo con la scelta ufficiale: Lucchesi è stato bravissimo. Se dovessi indicarne un altro direi Nacho Brex per l’impatto che ha avuto sia in attacco che in difesa.

Quale azione avresti voluto fare tu e perché?

Mi sarebbe piaciuto partecipare alla seconda meta di Ange Capuozzo: un’azione travolgente che ha fatto esplodere lo stadio!

Una frase in napoletano che fotografa bene la partita!

“‘A cuntentezza vene da o’ core!”

‘Na tazzulella ‘e café con Alessandro Fusco!

Alessandro Fusco, napoletano, classe 1999, mediano di mischia delle Zebre e della Nazionale, avrebbe dovuto disputare questi Test Match autunnali ma uno sfortunatisismo infortunio nell’ultima partita di URC l’ha costretto ai box per alcune settimane.

L’ho incontrato a Genova insieme a Pierre Bruno in occasione della presentazione della partita che si giocherà a Marassi e abbiamo fatto due chiacchiere su qualche conoscenza comune e sui suoi anni in Accademia, quando aveva giocato contro la mia Pro Recco in Serie A. Così, quando ho letto del suo infortunio ho pensato di “sfruttarlo” per una piccola rubrica durante questa finestra autunnale: poche domande a risposta veloce, giusto il tempo di due chiacchiere davanti ad un caffè!

Partiamo da un classico: che voto dai, da 0 a 10, alla partita dell’Italia e perché?

Un bell’8 pieno, anche 8,5. Una grande Italia che, dopo i primi dieci minuti di difficoltà, ha ingranato ed è andata a segnare e ha poi continuato a giocare bene sia in attacco che in difesa per tutta la partita, fatta eccezione per i venti minuti finali, complici la stanchezza e un ritmo più basso.

Tre aggettivi per l’Italia di Padova.

Grintosa, determinata, combattiva.

Il tuo personale “Player of the Match” per l’Italia va a…?

Sono d’accordo con quello ufficiale: Steve Varney, che ha giocato un’ottima partita ed è stato molto efficace nel gioco al piede.

Quale azione avresti voluto fare tu e perché?

Avrei voluto partecipare all’azione in cui abbiamo segnato da calcio d’inizio, abbiamo bucato subito la difesa, poi quella serie di due contro uno e infine Pierre Bruno in meta. Una grande azione!

Una frase in napoletano che fotografa bene la partita!

Direi proprio “‘Na jurnata ‘e sole”!

Dica 33… La Serie A 2022/2023

Dietro a questa involontaria rima c’è la grande novità della Serie A di rugby per la nuova stagione: l’aumento del numero delle squadre a ben trentatre.

Da ventiquattro squadre la Serie A era stata portata a trenta e ora addirittura a trentatre: non solo si è aumentato nuovamente il numero dei club partecipanti ma si è arrivati persino a volere tre gironi dispari, quando di solito questa è una condizione che si cerca di evitare.

Dunque, tre gironi territoriali da undici squadre ciascuno: Nord-Ovest, Nord-Est e Centro-Sud.

In effetti si intuiva che c’era qualcosa di strano quando, a conti fatti, al termine della stagione 2021/2022, priva di retrocessioni, con la promozione del CUS Torino in Top10, il ritiro di Udine e le quattro promozioni dalla B, le squadre si erano ritrovate ad essere trentuno. Al momento di ufficializzare le iscrizioni la FIR ha comunicato il ripescaggio di altre due squadre dalla Serie B: dica trentatre.

Personalmente, oltre ad essere assolutamente contraria a questo trend, mi rendo conto che diventa anche sempre più difficile pensare ad una nuova futura riduzione delle squadre, per tornare (magari…) alle ventiquattro squadre che, suddivise in A1 e A2, davano vita al campionato cadetto più bello ed interessante: come le tagli la bellezza di nove squadre? Fai un’annata in cui le falci? Blocchi le promozioni dalla B? Le fai calare nell’arco di più stagioni (ma abbiamo tutto questo tempo?)?

E dire che sembrava già poco felice la soluzione “via di mezzo” tra territoriale (prima fase) e non territoriale (seconda fase) di qualche stagione fa, con ventiquattro squadre divise in quattro gironi geografici: a pensarci adesso, era un Eden!

A chi serve una Serie A a trentatre squadre su base territoriale? Poi hai voglia a dire che c’è troppa differenza tra la A e il Top10: c’era un gap evidente anche quando avevamo la A1 a dodici squadre e si pensava di ridurlo facendo una A a trentatre?

Qualcuno mi deve spiegare in modo convincente che progetto c’è dietro a questo andazzo, perché mi piace credere che dietro ad ogni decisione ci sia un progetto e mi interessa moltissimo capire quello che sta dietro alla progressiva e inesorabile uccisione della nostra Serie A.

(Questo articolo è pubblicato anche su NPR/Delinquenti Prestati al Mondo della Palla Ovale e sulla rivista “Ovalmente”)