6N 2021: super saturday e super gnocchi!

La stimatissima giuria femminile ovale che ormai da qualche tempo allieta questo blog con i frutti della mega chat di whatsapp dove si parla di rugby in tutte le sue sfumature, da quelle più o meno squisitamente tecniche a quelle eno-gastronomiche, per il 6 Nazioni 2021, pur avendo commentato tutte le partite disputate, si è riunita ufficialmente solo in occasione dell’ultima giornata di questo torneo segnato per intero dalla pandemia, con gli stadi sempre vuoti e nessuna occasione di incontro e socialità (sigh).

E’ stato deciso di scegliere un solo giocatore per ogni squadra ma, per quanto riguarda il big match Francia-Galles, proprio non ci siamo riuscite! Ci siamo poi concesse un paio di succosi e raffinati fuori menù.

Si ringrazia la nostra grande sommelier Silvia per gli impeccabili abbinamenti.

Buona lettura e prosit!

Franco Smith (ct Italia)
Passione, parole calibrate, testa e parecchio sgomento. Ci si stringe il cuore a vederlo nemmeno più arrabbiato ma proprio sconsolato. Sempre elegante, per tirargli su il morale bevete insieme a lui un St-Emillion Chateaux Larcis Ducasse, promosso recentemente a Premier Grand Cru Classe, come il nostro bell’allenatore a cui è stata affidata la patata bollente che pare ieri. Vino rosso intenso, strutturato ed elegante: prugna, rosa macerata, ciliegia sotto spirito, vaniglia qb. Fate pagare lui però: gli vogliamo bene ma noi dobbiamo risparmiare per il mondiale 2023!

Mattia Bellini (Italia)
Se lo trovate carino è stata brava la mamma, se gioca bene è anche merito di due stimate componenti made in Padova della giuria. Lo abbiniamo a un Pinot Nero della Tasmania, Australia. Le vigne si fanno strada nelle poche superfici coltivate a vigna come vorremmo che Bellini si facesse strada tra la difesa e la linea di meta. Vino leggero, sapido e seducente. Cibo: aglio, olio e peperoncino, vero confort food.

Sean maitland (Scozia)
Questo giocatore ci piace perché forse ci ricorda l’indimenticabile mascella anni ‘90 di Ridge di Beautiful. Come un bel Syrah della zona di Cortona, il nostro bel Sean è piazzato, corposo, ben visibile in campo. Al naso si sente la classica nota di pepe propria del Syrah. Pepe che si trova anche nello sguardo di Sean. Vellutato ma muscoloso, elegante ma potente. Di cosa stiamo parlando, del vino o dello scozzese del giovedì? Servire con un bel maialino arrosto con patate. Così è, se vi pare.

Carlo Mornati (segretario generale del CONI, ex canottiere olimpionico)
(Alias “Tipo del CONI che ci piaceva”)
La vera New entry di quest’anno. Folgorate sulla via di Damasco quando seguivamo le elezioni federali, nemmeno fossero state le Presidenziali USA. Elegantissimo e deciso, come un bel Valtellina Superiore DOCG. Frutta rossa, sottobosco, terra, tannini levigati. Di questa particolare denominazione di nebbiolo scegliamo quello che viene dalla sottozona Inferno: dalla maggiore ampiezza aromatica e dalla acidità molto più spiccata. Brindiamo A e CON lui, nella speranza di uscire presto da questo girone dantesco composto da infiniti punti subiti in questo 6N e dispiaceri di avere sole figlie femmine. Piatto in abbinamento: rospi fritti, perché fritto è buono tutto.

Robbie Henshaw (Irlanda)
Recensione non adatta ai vegani: puro manzo irlandese. Stappiamo un bel Cabernet Sauvignon di Napa Valley, California. Colore compatto e scuro, profumi di mirtillo, mora, peperone verde, pout pourri e vaniglia. Tannini decisi e grande complessità al palato. Cibo in abbinamento: andate dal macellaio e fatevi consigliare!

Anthony Watson (Inghilterra)
Bridgerton non ci ha certo colte di sorpresa. Grandissimo giocatore anche se l’Inghilterra di quest’anno ci è sembrata disattenta e stanca. Potenza, carattere, eleganza e visione di gioco. Nel vostro dopo cena, accompagnate la sua compagnia a un bicchiere di Pedro Ximenes. Questo vino liquoroso è denso, velluto puro, con sentori di tamarindo, croccante alle mandorle, datteri e spezie dolci. Consigliamo in abbinamento del fine cioccolato di Modica al peperoncino, indispensabile per recuperare le energie post partita. Darling, spice up your life!

Francia-Galles
Un pranzo di gala: mettetevi il vestito della festa! Partiamo dall’aperitivo, festeggiamo la primavera con un bel gin tonic. Il Gin è certamente il Biggar, omonimo del nostro amato giocatore che ormai da tre anni viene spalmato di caramello salato e bevuto come una bollicina francese in ogni nostra classifica. Biggarone nostro è forte e prepotente come l’amato distillato, trasparente ed etereo come l’alcool puro. Ci mettiamo una goccio di vermouth scuro: sentori di ruta, erbe amare ma dona morbidezza. Ed ecco Navidi. Beviamo responsabilmente e consigliamo un Welsh Sandwich: pane bianco, prosciutto arrosto, kren grattugiato e brie. Biggar e Navidi insieme. Maledetta Primavera.

La tavola è apparecchiata, Ollivon è elegante, spesso e altero come un Riesling della Mosella. Fiori macerati, idrocarburo, mandorla amara, albiccocca disidratata. Perfetto per la buillaibasse, espressione culinaria del mischione tra francesi e gallesi di questa bellissima partita. Dolce: tarte tatin di Romain Ntmack accompagnata da Calvados. Sinuoso, pungente, sottile, mela e pera, spezie ed erbe. Aggiungi un posto a tavola, c’è posto per tutti. Prenotate anche una stanza, che bisogna fare un pisolino dopo pranzo: guidare dopo aver bevuto non è sicuro!

La nostra chat per noi è aria di leggerezza e sostegno in un periodo pesante ed anche in un 6 Nazioni particolarmente indigesto per l’Italrugby e i suoi tifosi e ci auguriamo di strappare un sorriso a chiunque abbia la bontà di leggere queste righe.

Il mio ritorno in palestra: atlete per caso e calzini dimenticati

3 settembre 2019: primo giorno di… scuola? No! Di lavoro? No! Primo giorno della ripresa della palestra!

Ho un rapporto tutto mio con la palestra e il fitness. Ho giocato per tanti anni a pallavolo e ho sempre identificato il fare sport con discipline agonistiche, l’allenamento come preparazione ad una partita, una gara. Quindi, non ho mai considerato “andare in palestra” come “fare sport”.

Questo finché non mi sono imbattuta nelle mie due guru del fitness, Roberta e Antonella. Due Donne con tanti muscoli ma ancora più cuore e cervello che sono state in grado di farmi continuare ad andare in palestra dopo che non ci volevo più mettere piede quando sono rimasta per giorni praticamente invalida dopo aver provato la mia prima lezione di pump con la Anto, nella prima sera in palestra della mia vita: “questa è matta: io qui non ci vengo mai più!!!”. Ma avevo già pagato e, soprattutto, nonostante mi avesse resa inabile anche ad usare coltello e forchetta, oltre che a camminare, scendere dal letto e sedermi sul water, quella pazza mi era piaciuta tanto, così come “l’altra”, di cui avrei provato i corsi non appena di nuovo in grado di muovermi.

Da quella tragica sera sono passati ormai un po’ di anni e tante cose sono cambiate: Roby e Anto hanno aperto la loro palestra, identica a loro, cioè un po’ folle e piena di cuore e cervello, con una filosofia di allenamento (ora lo penso!) e benessere che hanno avuto la forza ed il coraggio di portare avanti anche se è molto meno commerciale di altre.

I loro corsi, oltre ad aiutarmi ad avere una forma fisica decente e a combattere una lotta costante vs forza di gravità, anni che passano e passione per la buona tavola e per le patatine, negli anni mi hanno permesso di incontrare e conoscere Donne pazzesche, di fare gruppo con altre “atlete per caso” come me, che si fanno il mazzo, si impegnano a fare le cose bene per tenersi in forma, ma nello spogliatoio parlano di ricette, aperitivi e cene da fare (beh, non solo di questo, a dire il vero, ma anche di questo…!).

Alcune sono diventate mie amiche speciali, una anche una compagna di bellissimi viaggi, la maestra sono riuscita a portarla nell’universo Pro Recco Rugby, altre sono Donne simpatiche e toste che, se frequentano quella palestra, è perché ci somigliano, a quel posto che è per molti ma non per tutti (cit.).

Detto tutto questo, stamattina mi sono ricordata la borsa, preparata dopo un mese di pausa, tipo la cartella di scuola dopo l’estate, ma non di metterci anche i calzini: chi ben comincia…!

Buon anno di allenamenti a tutte le atletone DOP, quelle che vanno in palestra motivate dal provare a restare decentemente in forma senza dover rinunciare a mangiare e bere!

“Sono entrato in palestra. Mi hanno dato da compilare un modulo per l’iscrizione. Mi è venuto il fiatone”. (Daniele Luttazzi)

Rugby and more: rugby.it… c’è!

Un milione di anni fa, cioè nel 2004, mi avvicinavo al rugby e, non sapendone praticamente niente, mi misi a cercare in rete qualche sito utile a scoprire e capire. Era l’era (che ormai sembra geologica) pre-social e informazioni, notizie e contatti si cercavano e trovavano nel grande mondo dei forum.

Inserendo “rugby” nel motore di ricerca, nel settembre del 2004, mi si spalancò il mondo di http://www.rugby.it, per tutti “rugby.it” o, da lì in poi, semplicemente “il forum” o “il sito”.

Nel grande calderone di umanità ovale c’era chi ne sapeva e chi non molto, chi giocava e chi no, chi arbitrava e chi ce l’aveva con chi lo faceva, ragazzi e ragazze, uomini e donne, anche intere famiglie, da ogni angolo d’Italia e non solo, con età, storie personali e legami con la palla ovale di ogni sorta. Insomma, un forum tematico pre-social da manuale e con un ulteriore e non trascurabile “plus”, cioè l’essere, appunto, un forum di rugby.

Come ho già avuto occasione di scrivere, l’appassionato di rugby in Italia si sente un po’ come il panda gigante: fatica ad imbattersi in suoi simili se non andandoli a cercare o in contesti prettamente ovali e il sentir parlare di rugby in modo occasionale nella vita quotodiana gli capita circa con la stessa frequenza del passaggio di una cometa. Rugby.it, dunque, era diventato una vera piazza, un luogo non fisico ma, nonostante questo, quasi tangibile, di incontro e scambio.

Se la memoria non mi inganna, la piazza era stata ideata e realizzata da Franco “Franchino” “Kino” Properzi, monumento del rugby italiano sia in senso sportivo che per quanto riguarda le, anche attuali, fattezze.

Sezioni, argomenti e discussioni: la semplice formula di ogni forum, con i moderatori e gli amministratori impegnati a contenere “l’esuberanza” degli utenti negli scambi di opinioni oppure a richiamare all’ordine chi va fuori argomento, ovvero off topic. Ed è qui che ci fu la vera svolta umana e “sociologica” di rugby.it: quando, dopo anni di rimproveri per derive di “cazzeggio”, venne inaugurata, appunto, la sezione “off topic”, che divenne immediatamente il bar della piazza, e il cui thread “Chiamate la neuro” divenne subito una lunga tavolata.

In una galassia prevalentemente maschile, le fanciulle che vi entravano non potevano certo essere una semplice decorazione: i soprammobili non avrebbero mai neanche pensato di iscriversi ad un forum di rugby! Dunque, il cuore della componente rosa del sito si trovò ben presto perfettamente a proprio agio sotto l’insegna de “Le Camioniste di rugby.it”, come sintesi di una donna che non è una “femminuccia”, una femmina di sani e robusti appetiti e che non si scompone per dei rutti, insomma.

Come ho già avuto ampiamente modo di ricordare nei miei scritti a tema in questo blog, è stato da una parte di questo storico gruppo delle Camioniste che è nata ed è stata realizzata la fantasmagorica chat di Whatsapp che mi ha permesso di stilare e descrivere le classifiche di gnoccaggine del 6N 2019 e non solo: il tavolo di amiche al bar della piazza.

Come in ogni forum, anche su rugby.it si interagiva con gli altri utenti utilizzando dei nickname, cioè dei soprannomi. Più o meno fantasiosi e più o meno calzanti sul “proprietario”, i “nick” identificavano ognuno di noi, al punto che, assai spesso, si ignoravano i veri nomi di ognuno, ci si chiamava con i soprannomi e nessuno ha mai mancato di girarsi quando chiamato! Io stessa ho scoperto nomi e cognomi di buona parte dei forumisti solo con l’avvento di facebook.

In questo momento sto rientrando da un week end a Civitavecchia in cui ho fatto visita ad un amico ovale che non era nel forum ma che è a sua volta amico di uno storico forumista suo concittadino: non ci vedevamo da anni ma ci siamo abbracciati con gioia e affetto e abbiamo chiacchierato come se fossimo parenti e come se non ci vedessimo che da una manciata di settimane.

Questa è una costante e, secondo me, è la cosa più bella che ci è rimasta dagli “anni ruggenti” di rugby.it, prima che facebook e affini togliessero rilevanza ai forum tematici come piazze di incontro e scambio: si rivede qualcuno, ci si abbraccia, si inizia a chiacchierare e sembra passato un giorno dall’ultima volta, anche se fosse, in realtà, quasi un decennio.

Non ci sono rose senza spine e, si sa, nei rapporti tra le persone può succedere di tutto. Negli anni, oltre allo spostamento sui social delle dinamiche di contatto e scambio di notizie ed opinioni, alcune amicizie si sono interrotte, alcuni equilibri spezzati, alcune consuetudini perse. Niente, però, può fare tabula rasa del senso di vicinanza creato dall’aver condiviso, oltre alla passione per il rugby, un’esperienza umana profonda come quella messa in piedi da quel forum.

Io dico sempre che ogni campo da rugby mi fa sentire a casa e, allo stesso modo, gli amici e le amiche con cui ho condiviso “il sito” mi fanno sempre sentire di nuovo in quella piazza, uno spazio virtuale che ha saputo diventare fisico, concreto, vicino.

Dove c’è rugby c’è casa e la “famigliona” di rugby.it, seppur cambiata, sparsa e trasferita, non smette mai di suonare al citofono.

Come scritto su un celeberrimo striscione, “rugby.it… c’è!”. Sempre e nonostante tutto.

 

(Foto principale: archivio Paola “Leprottina” Maresca. Nelle foto piccole, con Emy77, Kino, Phoebe, Homo Centumcellaenensis, Maxam, Abba e Giandolmen)

Rugby and more: infine, lo gnocco del 6N 2019!

La pregiatissima giuria che ha già votato i più bei figlioli della prima giornata del 6 Nazioni 2019 (qui) e diramato le convocazioni nientemeno che per gli gnocchi di ogni tempo (qui) ha, infine, assolto anche al compito per cui era del tutto spontaneamente nata, sette settimane fa, la chat di whatsapp che, dopo 4.300 messaggi, ha ora decretato i giocatori più affascinanti del torneo appena concluso ed eletto il loro re.

Siccome ci teniamo sempre anche all’aspetto didattico e di diffusione del rugby, le convocazioni stavolta sono state suddivise in “avanti” e “trequarti”, di modo che, anche chi non mastica molta palla ovale, possa prendere confidenza con questa distinzione tra i primi otto uomini e gli altri sette, ricordando anche che a rugby si gioca in quindici. Nelle convocazioni “All time and all stars” avevamo esplicitato tutti i ruoli con i relativi numeri di maglia e siamo molto orgogliose delle nostre dispense anche didattiche e non solo estetiche ed ormonali!

Quindi, chi è il re?

… Rullo di tamburi…

“The Gnocco of the 6 Nations 2019” is… …

YOHANN HUGET (FRA)!!! Dunque, un “roi”: il suo fascino franco-brasiliano ha sbaragliato i pur quotatissimi e dotatissimi avversari!

 

E gli altri contendenti al titolo, quelli che hanno ricevuto più nomination durante le cinque giornate del torneo? Eccoli, con anche alcuni “extra”! Traduzione: leggete fino alla fine.

AVANTI (la mischia):

  • ALLAN “lo abbiamo puntato dalla prima partita” DELL (SCO) DELL
  • JONNY “che famigliola” GREY (SCO) Jonny Grey
  • ALUN WYN “The Captain” JONES (WAL) Alun wyn jones
  • GEORGE “l’orecchio glielo perdoniamo” KRUIS (ENG) George_Kruis_3419833b-e1461163636355
  • COURTNEY LAWS (ENG) lawes
  • STUART MCINALLY (SCO) Mcinally
  • JOSH “come stanno bene i bicipiti con le treccine” NAVIDI (WAL) NAVIDI
  • LOUIS “bello da decenni” PICAMOLES (FRA) PICAMOLES
  • SEBASTIEN VAHAAMAHINA (FRA) sebastien-vahaamahina

TREQUARTI (gli altri):

  • DAN “caramello salato” BIGGAR (WAL)BIGGAR
  • TOMMASO CASTELLO (ITA) CASTELLO
  • ELLIOT DALY (ENG) DALY
  • CHRIS “un uomo e il suo ciuffo” HARRIS (SCO) HARRIS
  • ROBBIE HENSHAW (IRE) HENSHAW
  • ROB “che dire?” KEARNEY (IRE) Kearney
  • MAXIME “da anni una certezza” MEDARD (FRA) MEDARD
  • CONOR MURRAY (IRE) MURRAY
  • HENRY SLADE (ENG) SLADE

 

Ma non abbiamo ancora finito: abbiamo anche un convocato “honoris causa”, una terna arbitrale e due commentatori tv!

Convocato “ad honorem” (era nella rosa gallese per il torneo ma non è riuscito a rientrare dal suo infortunio): LEIGHT “mezzamonetina” HALFPENNY (WAL) Halfpenny

Terna arbitrale:

  • BEN O’KEEFFE (NZL) Ben-O_Keeffe-800.jpg
  • LUKE PEARCE (WAL)                          PEARCE REF.jpg
  • NIGEL “lo amiamo tutte spudoratamente” OWENS (WAL) Nigel

TV (abbiamo pensato a tutto!):

  • DANIELE PIERVINCENZI (ITA – DMAX) PIERVI
  • SIR JONNY “riusciamo a metterlo anche qui” WILKINSON (ENG – ITV) jonny

 

Tutto questo non sarebbe mai stato possibile senza, come principale punto di partenza, parte del vecchio gruppo delle Camioniste di rugby.it, un’esperienza ovale, umana e sociale realmente pazzesca che, quindici anni dopo la sua nascita, fa ancora sì che si mantengano amicizie e legami, in barba a tempo, vicende e distanze. Grazie dunque alle Camioniste e alle altre amiche che hanno fatto parte della chat, diventate senza dubbio Camioniste ad honorem!

La giuria: Emy (ovvero io), Paola x 2 (nel senso che sono due Paole), Franca, Roberta, Cinzia, Chiara x 2 (come sopra), Ony, Giorgia ed Elena, con la partecipazione della piccola Matilde.

“Il rugby è un gioco primario: portare una palla nel cuore del territorio nemico. Ma è fondato su un principio assurdo, e meravigliosamente perverso: la palla la puoi passare solo all’indietro. Ne viene fuori un movimento paradossale, un continuo fare e disfare, con quella palla che vola continuamente all’indietro ma come una mosca chiusa in un treno in corsa: a furia di volare all’indietro arriva comunque alla stazione finale: un assurdo spettacolare.” (Alessandro Baricco)

Rugby and more: gnocchi in salsa… 6 Nazioni!

WARNING: il contenuto di queste righe è assai poco tecnico e molto estetico.

Con l’approssimarsi del primo week end del 6 Nazioni 2019, tra chiacchiere e qualche post è uscita fuori in tutta semplicità l’idea di rimettere in qualche modo in piedi il mood “camioniste”, cioè il genuino apprezzamento, da parte di donne appassionate di rugby, anche di una parte meno tecnica delle partite ovali, ovvero, sintetizzando, lo gnocco.

Insomma, sui campi da rugby bei figlioli e fisici notevoli abbondano e, naturalmente, più alto è il livello e più è comune poter ammirare aitanti e baldi giovani simili quasi a delle statue e strabordanti di appeal virile.

Dunque, una parte delle vecchie Camioniste di rugby.it, eccezionale esperienza umana e sociologica che in futuro meriterà certamente uno spazio dedicato in questo blog, insieme ad altre amiche conosciute negli anni sempre grazie al rugby, sono state chiamate a raccolta in una chat di gruppo su whatsapp, inaugurata giusto giusto venerdì 1 febbraio, per l’inizio del torneo. Titolo della chat: TGM, ovvero The Gnocco of the Match. Immagine del gruppo: un muscoloso torace di rugbyman (per la cronaca, appartenente al tallonatore sudafricano Craig Burden), senza la testa, solo il torso e i pantaloncini.

Quello che segue è il frutto di qualcosa come 1.134 messaggi in chat in 48 ore!

FRANCIA-GALLES (19-24) (primo tempo 13-0). I Galletti, per tradizione, dal punto di vista estetico hanno sempre dato grandi soddisfazioni: mica per niente sono gli inventori del calendario dei Dieux du Stade! Le nuove leve, purtroppo, non sono all’altezza di chi li ha preceduti ma, per fortuna, tra i Bleus resistono ancora alcuni nati negli anni ’80 capaci di ispirare notevoli pensieri tra le signore: MAXIME MÉDARD, classe 1986, affascinante sia in versione Wolverine che senza basettone, YOANN HUGET, classe 1987, sangue francese e brasiliano e ispirazioni di fontane di cioccolato, e LOUIS PICAMOLES, statua greca col numero 8 sulle spalle, classe 1986. Tra i Galletti ha attirato parecchio l’attenzione anche il fascino esotico (francese della Nuova Caledonia) del gigantesco seconda linea Sébastien Vahaamahina: molto più facile farci pensieri impuri che ricordarsi come si chiama! I Dragoni, invece, per tradizione non sono proprio bellissimi, diciamo, però, da quando hanno portato il mondo a conoscenza dell’esistenza di Leigh Halfpenny (anche detto “Mezzamonetina”), meritano sempre di essere osservati con attenzione ed infatti, a vincere, nelle segnalazioni di apertura di questo 6 Nazioni, sono stati DAN BIGGAR, che ha suscitato desideri di ricopertura con caramello salato (sempre che resti fermo, perché se si muove come quando calcia, non si riesce a centrarlo e il caramello finisce per terra) ed il primo classificato assoluto della votazione, JOSH NAVIDI, con tutti i suoi testosteronici dreadlocks al vento e il suo notevolissimo… naso.

SCOZIA-ITALIA (33-20) (primo tempo 33-3). Contro ogni previsione, qui la votazione l’ha stravinta… l’arbitro! Il Sig. LUKE PEIRCE, gallese, anni 31, all’esordio nel 6 Nazioni si è subito imposto nel panorama dello gnocco ovale! Alle spalle del direttore di gara, molto votato il pilone scozzese ALLAN DELL: archiviate, ma non senza un po’ di nostalgia, le prime linee de panza e sostanza, qui ci siamo trovate davanti una specie di bronzo di Riace con un bicipite grande quanto tutta Edimburgo ed un faccino da attore di soap opera. Subentrato dalla panchina ma, non per questo, sfuggito ai nostri attentisismi occhi, il numero 23 Scottish CHRIS HARRIS, un centro che porta a spasso sul campo il suo importante ciuffo e tutto il bendiddio che madre natura gli ha dato. P.s. A proposito di grandi (molto grandi) doni di madre natura, Sean Lamont resta sempre nei nostri cuori, quando si parla di Scozia! Languono, come il gioco visto in campo, le nomination azzurre, con una citazione solo per il massiccio centro genovese TOMMASO CASTELLO. Un plebiscito, invece, per un italico maschio non in campo ma in studio: DANIELE PIERVINCENZI, solida certezza di gnocco ben condito da assaporare davanti alla tv.

IRLANDA-INGHILTERRA (20-32) (primo tempo 10-17). Nella partita principale di giornata, e più attesa del torneo, ha fatto faville, in campo ed anche nella votazione ormonale, il numero 13 inglese HENRY SLADE, seguito dal suo estremo ELLIOT DALY, un altro rosso che, insieme al principe Harry e a Michael Fassbender, fa schizzare a un milione le quotazioni dei maschi “ginger”. Il premio per l’ormone di mischia lo vince a mani basse il numero 5 inglese GEORGE KRUIS, un altro bronzo di Riace finito a spingere infilando la testa dove nessuno vorrebbe metterla. Ai nostri lestissimi occhi non è sfuggito neanche il seconda linea di ricambio COURTNEY LAWES, in tutti i suoi 201 cm di esotica gnoccaggine. Sotto tono, sia in campo che nello gnocco-meter, i verdi d’Irlanda, forse abbattuti anche dal colore (“chi di verde si veste della sua beltà troppo si fida”, dice un vecchio detto), non hanno suscitato grosse impennate ormonali tra la giuria, ma sono stati comunque meritatamente nominati l’estremo ROBBIE HENSHAW e il numero 9 CONOR MURRAY, discreti assaggi di gnocco al trifoglio.

Come Sir Jonny wilkinson, comunque, non ne fanno più: giudizio unanime!

Per avere energie a sufficienza per concentrarsi così tanto, l’esimia giuria, dislocata geograficamente dalla Norvegia a Palermo ed anagraficamente dai 10 ai 60 anni, ha magnato come se non ci fosse un domani, tutto rigorosamente macrobiotico: bigoli al ragù alla barbera, risotto con crema di formaggi e piselli, pasticcio di carne, arrosto, gnocchi tonno e paprika, spaghi vongole e bottarga, goulash, pizza bianca e mortazza, paté di tonno e ricciola home made e financo bastoncini Findus.

A fine torneo, rigorosamente di giovedì, verrà stilato il 15 ideale del 6 Nazioni 2019, perché “Siamo camioniste mica per caso ma per naso!” (Cit.)

P.s. “Sotto i nostri nasi ci sono cuori che battono davvero per il rugby: quello sano, buono, vero”. (Cit.)

P.p.s. “La gnoccaggine è come la fortuna: cecata”. (Cit.)