Letture ovali: “Racconti con la H”

All’inizio del 2017, Danilo Catalani, da Civitavecchia, mi chiamò per chiedermi se volevo scrivere una prefazione per un suo nuovo libro in fase di ultimazione, un volume di racconti sul rugby.

Ovviamente ho accettato subito e con grande onore: una prefazione, che figata! In seguito, Danilo mi dirà anche che un’altra penna ha accettato di scrivere una prefazione… Marco Pastonesi! Cosa poteva essere più una figata del vedere una mia prefazione all’inizio di un libro? Vederla accanto ad una del grande Pastonesi!

Qualche tempo dopo, io e Danilo ci siamo anche, infine, incontrati, conosciuti ed abbracciati di persona, durante il 6 Nazioni 2017 poi, a dicembre dello stesso anno, abbiamo fatto insieme una bellissima presentazione di “Racconti con la H” in quel posto fantastico che è la club house della Capitolina e, infine, a maggio 2018, sia lui che Pastonesi sono stati ospiti della festa per i 50 anni della Pro Recco Rugby: insomma, per essere che fino a febbraio-marzo 2017 non ci eravamo neppure mai incontrati di persona, ne abbiamo fatte di cose!

La conoscenza a distanza tra me e Catalani era iniziata grazie al suo primo libro sul rugby, cioè “Il Rugby è un’altra cosa”. L’avevo scoperto su facebook e subito lo avevo ordinato, ritrovandomi così tra le mani un volume tipo libro fotografico, grande, curatissimo, pieno di immagini e spunti. Soprattutto, naturalmente, pieno di rugby: aneddoti, personaggi, uno stile simile ai racconti di Marco Paolini (“chi ga vinto???”), solo trasferiti dal Veneto a Civitavecchia e dintorni. Alcune pagine mi hanno fatto ridere fino alle lacrime e tante mi hanno fatto rivedere situazioni che conosco bene ed in cui si può ritrovare chiunque abbia frequentato e/o frequenti l’ovale di provincia.

Questa è la mia prefazione a “Racconti con la H”:

“Quando l’autore di questi Racconti mi ha fatto l’enorme onore di chiedermi se volessi scrivere la prefazione che state leggendo, io e lui non ci eravamo mai incontrati di persona. Anni di “amicizia” su facebook, di post e commenti, di chiacchierate ovali virtuali, di grande stima reciproca ma, per diversi motivi, essenzialmente logistici, mai un incontro con una stretta di mano ed un abbraccio ”reali”.

Questa premessa, da sola, potrebbe essere materiale per un ulteriore racconto, oppure per un saggio di sociologia che si prefiggesse di spiegare quel che “noi” sappiamo benissimo e cioè che il mondo del rugby ha in sé delle dinamiche assai particolari, che ci fanno sentire parte di un mondo parallelo.

E’ il mondo di chi legge la “Rosea” partendo dal fondo, di chi è abituato ad essere sempre guardato un po’ come un alieno (”il rugby??? Quelli che si picchiano???”), di chi quasi si commuove se si imbatte per caso in qualcuno che sta leggendo o parlando di rugby (a me in treno è capitato una sola volta, un ragazzo che sul tablet leggeva un sito ovale, e gli ho fatto i complimenti!), di chi, quando si ritrova con persone che condividono con lui questo mondo, resta sempre quasi stupito nell’intavolare un discorso che gli interlocutori capiscono, senza dover ricorrere ad acrobatici giri di parole o paragoni calcistici per chiarire quel che vuol dire (“quando si va in touche…” – “…?…” – “… la rimessa laterale…” – “aaaaah!”). Di chi, in barba a distanze, tempi e differenze, alla fine si sente sempre a casa quando parla di rugby, lo vive, lo guarda, lo racconta, lo ricorda.

Questo mondo è tratteggiato molto bene da Danilo nei suoi Racconti con l’H, un mondo che verrà immediatamente riconosciuto da chi ne fa parte e si ritroverà in molto di ciò che leggerà, che leggendo ricorderà esperienze vissute, sorriderà, si commuoverà, riderà, rivedrà campi, facce di avversari e compagni di squadra, risentirà botte, rivivrà emozioni, risentirà odori. Al contempo, la lettura invoglierà sicuramente chi ne è al di fuori ad avvicinarsi a questa dimensione, oblunga come la palla con cui il rugby si gioca.

Un gioco che usa una palla non rotonda, che rimbalza in modo casuale ed imprevedibile, in cui si deve passare solo all’indietro per andare avanti e nato, come leggenda vuole, “con grande disprezzo delle regole del football così com’era giocato a quell’epoca”, non poteva non avere in sé il germe, se non della follia, certamente di un qualcosa di molto particolare. Del resto, “il rugby è un’altra cosa” (cit. Danilo Catalani).”

In aria di week end ovale, visto che sabato 24 novembre si gioca Italia-Nuova Zelanda all’Olimpico di Roma, venerdì 23 novembre verrà fatta una nuova presentazione del libro. Io purtroppo non riuscirò ad esserci ma consiglio a chiunque di partecipare, perchè sarà sicuramente una bella chiacchierata tra amici su rugby, aneddoti e racconti. Il tutto, presso la caffetteria / libreria “Il Prenditempo” di Pavona, vicino a Castel Gandolfo, provincia di Roma. Il locale è di un Sig. arbitro e non uno qualsiasi, ma uno che ha avuto l’onore di vedersi dedicare un assai divertente coretto (senza insulti, se no  non sarebbe una notizia!) per strada da una squadra quasi per intero!

Il rugby è un’altra cosa!”

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